Tag: Innovazione Digitale

  • 2024: Narrazioni e Innovazione – 2025: Valori e Mission

    2024: Narrazioni e Innovazione – 2025: Valori e Mission

    2024: Narrazioni e Innovazione – 2025: Valori e Mission è un viaggio emozionale e professionale del trascorso anno. tra crescita personale e nuove sfide.

    Scopri i miei progetti ambiziosi e gli obiettivi per il 2025, dove ho messo al Centro il “Valore delle Persone”.

    2024: Trasformazioni Professionali e Innovazione

    Grazie al supporto della coach Ilaria Bertolasi, psicologa del BeMore Program —un percorso di formazione continua ideato da Luca Mazzucchelli— ho trovato il coraggio di reinventarmi. Questo lavoro di introspezione mi ha aiutato a riorganizzare i miei obiettivi e a intraprendere nuove direzioni.

    Un momento cruciale del percorso è stato il lavoro sul sito web, “Esperienzanarrata”. A partire da Giugno 2024, con il prezioso supporto di David Fusi, ho iniziato un processo di revisione e riorganizzazione delle sezioni, integrando strumenti tecnici, come l’e-commerce. Ogni pagina rappresenta un riflesso della mia mission e un ponte diretto tra il mio mondo interiore e il pubblico, uno strumento essenziale per comunicare i miei Valori.

    Cosa ho creato?

    • Biografie Pedagogiche: raccolgo memorie di vita per trasformarle in narrazioni che restituiscano valore e identità.
    • Pedagogista in Casa: un servizio pensato per supportare famiglie nel loro contesto quotidiano, creando armonia e crescita condivisa.
    • Pedagogista Digitale: uno spazio innovativo per accompagnare giovani e famiglie nell’apprendimento attraverso strumenti digitali e metodologie educative.

    Questi progetti, ma rappresentano le fondamenta del mio lavoro, un’espressione concreta della visione di dare “Valore alle Persone in ogni Fase della Vita”.

    2024: Narrazioni, Osservazioni e Scelte

    Il 2024 è stato un anno intenso, denso di narrazioni e trasformazioni. Un crocevia di esperienze che mi ha portata a riflettere, riorganizzare e orientarmi verso un percorso completamente nuovo. Ogni passo è stato guidato dalla mia missione: dare Valore alle Persone in ogni fase della loro Vita.

    Nei primi sei mesi dell’anno, ho lavorato come assistente nell’educativa scolastica presso una scuola professionale. Questo ruolo mi ha permesso di entrare in contatto diretto con i bisogni dei giovani, spesso poco compresi dagli adulti che li circondano. Ho osservato ragazzi pieni di potenzialità, desiderosi di stimoli e di ascolto. Più che regole, cercano dialogo. Più che imposizioni, vogliono modelli di riferimento a cui ispirarsi.

    Queste riflessioni hanno segnato per me una svolta importante. Mi sono resa conto che era il momento di cambiare. Così, con entusiasmo, ho deciso di concludere il mio percorso come educatrice per intraprendere una nuova avventura professionale come libera professionista.

    2024: Alla Ricerca dei Valori

    In questo periodo di cambiamento, ho esplorato i Valori fondamentali che guidano la mia vita: Famiglia, Libertà, Creatività e Aiuto. Come suggerisce Luca Mazzucchelli, i valori non si trovano nella mente, ma nel cuore. Solo attraverso azioni che risvegliano le nostre emozioni più profonde possiamo davvero capire cosa ci accende dentro.

    Allo stesso tempo, ho riflettuto sulla mia “linea della vita”. Se ipotizzo di vivere fino a 85 anni, mi restano 25 anni, di cui solo 10 pienamente produttivi. Questo esercizio mi ha aiutata a mettere a fuoco ciò che conta davvero, allineando i miei obiettivi alla mia essenza più autentica.

    2024: Narrazioni Personali e Professionali

    La mia vita personale ha nutrito queste narrazioni e questa spinta all’innovazione. Mio nipotino Edoardo, con la sua energia contagiosa, è stato una fonte inesauribile di ispirazione. Ridere e giocare con lui, infatti, ha reso più leggeri i momenti complessi, permettendomi di osservare con occhi nuovi il valore della spontaneità e della scoperta.

    Allo stesso tempo, ho avuto il privilegio di lavorare con una bambina tunisina, attualmente in seconda elementare. Sebbene due ore alla settimana possano sembrare poche, si sono rivelate un momento magico. Quando abbiamo iniziato, non sapeva leggere né scrivere; oggi, invece, grazie al nostro lavoro insieme, è diventata più organizzata e sicura di sé. Il suo sorriso racconta una crescita che va ben oltre il semplice apprendimento: sta scoprendo il mondo con fiducia.

    Questo percorso è stato possibile anche grazie ai suoi genitori, persone accudenti e consapevoli, che hanno riconosciuto il valore di un supporto educativo per favorire l’integrazione e lo sviluppo armonioso della loro famiglia.

    Proprio esperienze come questa mi hanno portata a riflettere ancora di più sull’importanza della figura della Pedagogista in Casa. Un sostegno continuativo e personalizzato, infatti, potrebbe fare la differenza per molte famiglie, offrendo un punto di riferimento concreto nella crescita dei loro figli.

    Obiettivi 2025: Valori e Mission

    Il 2025 sarà il momento di consolidare e ampliare il mio lavoro. I miei obiettivi principali sono:

    • Espandere il Network Professionale. Creare una rete di professionisti che condividano la mia missione, valorizzando la collaborazione.
    • Scrivere e Raccontare Storie. Pubblicare un articolo al mese. Inaugurerò questa rubrica e l’anno 2025 con l’intervista a un medico di pronto soccorso, perché credo che le storie ci uniscano e ci ispirino.
    • Diffondere le Biografie Pedagogiche. Portare il progetto nelle RSA e nei piccoli comuni, per valorizzare le memorie storiche e culturali che possano diventare patrimonio condiviso. L’obiettivo è valorizzare ogni vita, trasformandola in una narrazione che resista al tempo.
    • Organizzare Eventi e Corsi. Sensibilizzare i professionisti sull’importanza della narrazione personale come strumento di educazione e crescita.
    • Formarmi e Crescere. Approfondire competenze fi comunicazione digitale, di copywriting e l’advertising. con il corso CopyMastery con Marketers . La curiosità è il motore della mia crescita, e sono determinata a non smettere mai di imparare.
    • Proseguire con il progetto: “Padri in Primo Piano”. Raccogliere storie di padri, con l’obiettivo di trasformarle in un libro entro la fine del 2026 che racconterà il ruolo paterno con autenticità e profondità.

    Conclusione

    “Ridare Valore alle Persone in ogni Fase della Vita” non è solo uno slogan, ma il centro del mio Essere al Mondo”.

    Ogni passo che compio è guidato da questa visione, e ogni progetto è un tassello di un mosaico più grande.

    Mi rivolgo a Te che leggi:

    Che tu sia un Professionista, Genitore, o semplicemente una Persona curiosa, unisciti a me in questo viaggio.

    Condividiamo esperienze, creiamo connessioni e costruiamo insieme un futuro dove ogni vita abbia il valore che merita.

    2024, Narrazioni e Innovazione – 2025, Mission e Valori

    Scopri di più su Esperienzanarrata: contattami per Collaborazioni o per approfondire i miei servizi.

  • Pedagogista in Casa: Percorsi Innovativi per le Famiglie

    Pedagogista in Casa: Percorsi Innovativi per le Famiglie

    Pedagogista in casa: il colloquio

    Perché questo titolo? Pedagogista in Casa: Percorsi Innovativi per le Famiglie.

    L’idea della/del Pedagogista in Casa è nata anche dalla mia esperienza di nonna. Dopo la nascita del mio nipotino, ho osservato da vicino le trasformazioni familiari. L’arrivo di un bambino cambia profondamente le dinamiche. Avere un supporto professionale aiuta la coppia genitoriale a mantenere l’armonia in questa fase delicata. Le risorse online, per quanto utili, non bastano. Solo una presenza umana può rispondere ai bisogni concreti e aiutare i genitori a lavorare come una squadra coesa.

    Anche l’esperienza nell’ Assistenza Domiciliare Minori (ADM) ha confermato il valore di un intervento continuativo. Lavorando a lungo con le famiglie, ho visto cambiamenti significativi. All’inizio, la presenza di un’educatrice sembra intrusiva. Con il tempo, però, la fiducia si costruisce e la relazione diventa occasione di crescita. Il mio mandato riguardava il minore, ma il vero cambiamento avveniva quando coinvolgevo i genitori. Aiutandoli a comprendere i propri comportamenti, miglioravano le relazioni familiari.

    L’ approccio sistemico ha dimostrato che il benessere dei bambini passa dai genitori. Nessuno nasce pronto per questo ruolo. Lo si apprende giorno dopo giorno. È proprio questa visione che ha dato vita alla figura della/del Pedagogista in Casa. L’obiettivo è aiutare le famiglie a crescere insieme in armonia. Non si tratta di un intervento isolato, ma di un percorso che le accompagna nel tempo.

    Il Ruolo della/del Pedagogista in casa

    L’approccio sistemico della/del Pedagogista in Casa si concentra sul benessere dell’intera famiglia, non solo del singolo individuo. Si ispira alle teorie della complessità apprese durante gli studi con la docente Laura Formenti. Questo metodo considera la famiglia un sistema interconnesso, dove ogni membro influisce sugli altri. I problemi non vengono isolati, ma affrontati nel contesto familiare per favorire un cambiamento collettivo.

    La Maieutica, basata sul dialogo e l’ascolto, guida la famiglia a trovare soluzioni già presenti al suo interno. Come uno scultore libera la forma nascosta nel marmo, il Pedagogista aiuta a far emergere nuove modalità di relazione e crescita.

    La presenza della/del Pedagogista in Casa è come un “terzo occhio e orecchio”. Osserva e ascolta con discrezione, facilitando la trasformazione senza imporre soluzioni preconfezionate. Il lavoro non si limita all’ambiente familiare, ma spesso si integra con altri professionisti. Questo crea un dialogo costante e condiviso.

    Non offre risposte definitive, ma accompagna la famiglia nella ricerca delle risorse già presenti in ognuno. Proprio come Socrate con i suoi discepoli, usa domande e riflessioni per aiutarli a scoprire la verità dentro di sé.

    Pedagogista in Casa: Perché in casa?

    Essere presente nel quotidiano della famiglia permette di osservare come vengono vissuti gli spazi. I movimenti delle persone e la disposizione degli oggetti rivelano abitudini emotive e relazionali. Questi dettagli aiutano a comprendere meglio le dinamiche familiari. Offrono una prospettiva unica rispetto a incontri esterni o consulenze sporadiche.
    La presenza regolare consente un intervento mirato e continuo. Si adatta naturalmente alla vita quotidiana della famiglia. Il cambiamento avviene in modo graduale e senza forzature.

    Spazio fisico, oggetti e abitudini

    Entrare nelle case è fondamentale per questo progetto. L’organizzazione degli spazi e la disposizione degli oggetti svelano molto sulle abitudini familiari. Anche i movimenti quotidiani riflettono aspetti personali, emotivi e relazionali.

    Come sottolineato nei corsi di Luca Mazzucchelli, l’ambiente fisico racconta le dinamiche della famiglia. Osservarlo aiuta a comprendere più a fondo le relazioni all’interno del nucleo familiare.

    La Giusta Distanza

    Un concetto chiave è la Giusta Distanza. Come un direttore d’orchestra bilancia i suoni per creare armonia, la/il Pedagogista in Casa osserva la famiglia mantenendo equilibrio tra vicinanza e distanza.

    La distanza garantisce obiettività e rispetto dello spazio familiare. La vicinanza permette un intervento continuativo e mirato. Questo aiuta la famiglia nel lungo termine, facilitando cambiamento e crescita.

    Crescita condivisa

    La/il Pedagogista in Casa promuove una crescita condivisa in famiglia. Attraverso l’ascolto attivo e la riflessione, facilita il cambiamento e lo sviluppo collettivo. Accompagna la famiglia nel trovare soluzioni e nuove modalità di interazione più armoniose.

    La lettura condivisa e l’ attenzione al particolare
    entrare-in-sintonia-con-il-bambino
    La concentrazione la si sperimenta e allena sin da piccoli. I genitori sono i primi maestri di vita

    A chi si rivolge la/il Pedagogista in Casa?

    Per le neo-famiglie

    Nei primi mesi di vita, le famiglie affrontano scelte importanti. Devono decidere tra asilo nido, tata o supporto dei nonni. La/il Pedagogista in Casa offre un sostegno prezioso in questo periodo delicato. Aiuta i genitori a trovare equilibrio tra le esigenze del bambino e della coppia, mettendo al centro il benessere familiare.

    Per famiglie con figli pre-adolescenti e adolescenti

    Con la crescita dei figli, la comunicazione in famiglia diventa più complessa. Temi come orientamento scolastico, gestione delle emozioni e conflitti quotidiani possono creare tensioni. La/il Pedagogista in Casa aiuta a mediare il dialogo. Facilita la comunicazione tra genitori e figli, promuovendo soluzioni positive.

    Per famiglie con figli con disabilità o fragilità

    Le famiglie con figli con disabilità o fragilità affrontano sfide complesse. La/il Pedagogista in Casa offre un supporto concreto, alleggerendo il carico familiare. Collabora con altri professionisti per trovare soluzioni adeguate. L’obiettivo è migliorare il benessere familiare e affrontare le esigenze educative e relazionali in modo globale.

    La coppia e il suo ruolo genitoriale

    Per quanto una coppia possa prepararsi alla genitorialità, nessuno è mai completamente pronto. Si dice spesso: “Il mestiere più difficile è quello del genitore”. Questa verità emerge fin dal primo pianto del bambino, spesso incomprensibile.

    Internet offre molte risposte, ma un professionista che ascolta e supporta la coppia è una risorsa inestimabile. Affrontare questa fase richiede impegno. I genitori devono mettersi in gioco sia individualmente che nel nuovo ruolo. Non si tratta solo di evitare il classico “fai tu”, ma di sentirsi una squadra. Insieme, lavorano per il benessere dei figli e della coppia.

    Se la coppia attraversa una crisi o si avvicina alla separazione, il ruolo genitoriale resta fondamentale. È essenziale mantenerlo con rispetto per i figli. La/Il Pedagogista in Casa aiuta i genitori a dialogare in modo costruttivo, anche quando la relazione sentimentale è in difficoltà.

    Collabora con psicologi, mediatori familiari e assistenti sociali. Questo lavoro in rete garantisce il benessere dei figli e preserva la continuità della genitorialità in un ambiente sicuro e stabile.

    Prendersi per mano e camminare insieme: la Famiglia

    I Benefici di una Pedagogista in Casa

    La/il Pedagogista in Casa aiuta genitori e figli a sviluppare un dialogo aperto e sincero. Utilizza tecniche di ascolto attivo e mediazione. Questo favorisce una comunicazione rispettosa e fiduciosa. Aiuta a risolvere le tensioni quotidiane.

    La/il Pedagogista supporta i genitori nel prendere decisioni scolastiche e formative, tenendo conto delle necessità dei figli e delle dinamiche familiari, riducendo lo stress legato a queste scelte.

    Attraverso strategie per gestire i conflitti, la/il Pedagogista aiuta la famiglia a riconoscere e risolvere le dinamiche disfunzionali, favorendo un ambiente sereno e rispettoso per tutti i membri.

    La/il Pedagogista in Casa crea una rete di supporto, mettendo in contatto la famiglia con Psicologi, Terapisti o Mediatori, per garantire un aiuto completo e coordinato in situazioni di disabilità o fragilità.

    Durante l’adolescenza o nelle scelte scolastiche, la/il Pedagogista favorisce il confronto tra genitori e figli, affrontando insieme temi come autonomia e aspettative, promuovendo ascolto e comprensione reciproca.

    Osservazione e partecipazione ai piccoli progressi
    Primi dialoghi, negoziazioni. Genitori che trovano il tempo di mettersi in gioco con i loro bambini

    Un percorso, non una consulenza

    L’intervento della/del Pedagogista in Casa non è un singolo incontro. Non si tratta di una consulenza isolata, ma di un percorso continuo.

    Gli incontri iniziali sono regolari e frequenti, preferibilmente settimanali. Questo periodo dura almeno alcuni mesi. L’obiettivo è creare una relazione profonda e significativa con la famiglia. Su questa base si costruisce un processo di crescita condiviso e duraturo

    Successivamente, gli incontri possono diventare mensili. Il supporto, però, rimane costante fino all’adolescenza dei figli. Il percorso si adatta alle esigenze della famiglia, offrendo una supervisione a lungo termine.

    La/Il Pedagogista in Casa fornisce strumenti concreti per affrontare le sfide educative. Aiuta la famiglia a gestire in autonomia il cambiamento, mantenendo equilibrio e armonia nel tempo.

    Un nuovo pensiero per la Società: la/il Pedagogista in Casa come Servizio Istituzionale

    Con l’entrata in vigore della Legge n. 55 del 15 aprile 2024, viene istituito l’Albo dei Pedagogisti e l’Albo degli Educatori Professionali Socio-Pedagogici. Questo riconoscimento dà alla/il Pedagogista una legittimazione chiara nel panorama sociale ed educativo.

    Una proposta innovativa potrebbe essere l’introduzione della/del Pedagogista in Casa come figura istituzionale. Se fosse accessibile a tutte le famiglie, diventerebbe un riferimento stabile. Proprio come i Pediatri o i Medici di famiglia, potrebbe aiutare nella prevenzione dei disagi e nella promozione di relazioni sane.

    Non accadrà nell’immediato. Tuttavia, sperimentare questa figura professionale sarebbe un ottimo punto di partenza. Potrebbe diventare un’estensione naturale degli interventi di ADM.

    Conclusione

    La/il Pedagogista in Casa non è solo una guida per affrontare le sfide educative. È un’alleata per le famiglie che vogliono crescere insieme in armonia. Aiuta a migliorare la comunicazione e il benessere relazionale.

    Hai mai pensato che un supporto professionale possa prevenire difficoltà? Può aiutarti a costruire una solida base familiare fin dall’inizio. Vuoi essere proattivo nella crescita dei tuoi figli e mantenere un dialogo aperto in casa?

    Un accompagnamento pedagogico fa la differenza. Creare un ambiente sereno è possibile. Con un supporto personalizzato, possiamo migliorare la comunicazione e favorire la crescita di tutta la famiglia. Dall’infanzia all’adolescenza, ogni fase può essere accompagnata con cura.

    Il Cambiamento inizia da un semplice passo: mettersi in gioco per il bene della Tua Famiglia.

    Chi sono

    Da anni entro nelle case delle famiglie per aiutarle a ritrovare equilibrio e serenità. Ho lavorato come educatrice per i servizi sociali e la Cooperativa L’Anello di Meda, accompagnando genitori e figli in momenti di difficoltà. Il mio approccio è preventivo e relazionale: credo che migliorare la comunicazione familiare sia la chiave per crescere insieme in armonia.

    Come madre single, ho vissuto in prima persona le sfide della genitorialità. Questo mi ha portato a laurearmi in Pedagogia e a specializzarmi nelle relazioni familiari. Ho visto quanto un supporto concreto possa fare la differenza nel quotidiano, aiutando i genitori a comprendere meglio i propri figli e a costruire un ambiente sereno.

    Oggi opero come Pedagogista in Casa, un ruolo che permette di affiancare le famiglie nel loro contesto reale. Ogni casa racconta una storia, ogni famiglia ha bisogno di essere ascoltata.

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  • Biografie Pedagogiche: Memorie Familiari di Valore

    Biografie Pedagogiche: Memorie Familiari di Valore

    Raccolta delle Memorie Familiari: Un Percorso Pedagogico per Anziani e Malati di Alzheimer

    Le memorie familiari raccolte nella Biografie Pedagogiche sono un patrimonio inestimabile, un filo invisibile che collega generazioni e dona senso alla nostra storia personale.

    Le Biografie Pedagogiche nascono proprio con questo intento: raccogliere e valorizzare le memorie, dando voce a chi, con il passare degli anni, rischia di essere dimenticato.

    Il mio percorso in questo ambito affonda le radici nella mia Laurea Specialistica in Consulenza Pedagogica e Ricerca Educativa, intitolata:

    L’Architettura della Mente: Costruzione di un Percorso Narrativo e di Apprendimento Significativo in un caso di Alzheimer.

    Nel lontano 2007 condussi una ricerca di tre mesi presso il Centro Diurno Terapeutico “Filo d’Arianna” di Pro Senectute, a Balerna (CH), dove raccolsi le memorie familiari di anziani affetti da Alzheimer. Successivamente, successivamente collaborai con la Fondazione Bellora – Onlus di Gallarate (VA), arricchendo ulteriormente la mia esperienza nel campo della memoria narrativa e dell’accompagnamento educativo.

    Il Valore delle Memorie Narrative

    Le memorie familiari non sono solo ricordi, ma radici che rafforzano l’identità e la coesione. Con un approccio pedagogico, aiuto le famiglie a riscoprirle e valorizzarle. Questo percorso è particolarmente prezioso per chi vive accanto a persone anziane o affette da Alzheimer, offrendo un modo per preservare e tramandare il loro vissuto.

    Oggi voglio estendere questa esperienza a un pubblico più ampio. Sempre più persone possono riscoprire il valore della cura attraverso le memorie narrative. Le Biografie Pedagogiche diventano un ponte tra passato, presente e futuro, restituendo dignità e significato a storie di vita che meritano di essere raccontate e custodite.

    Biografie Pedagogiche: Un Percorso Pedagogico di Cura

    Come Biografa Pedagogica, libera professionista, il mio obiettivo è portare un approccio innovativo e umano sia nel settore privato che nelle strutture di cura per anziani.

    Il percorso pedagogico che propongo è articolato in diverse fasi:

    1. Raccolta delle Memorie: attraverso colloqui, narrazioni e strumenti digitali, aiuto le famiglie a raccogliere storie e ricordi dei loro cari.
    2. Creazione di un Archivio Familiare: le memorie vengono organizzate in un archivio digitale, accessibile e condivisibile con tutta la famiglia.
    3. Percorsi di Formazione: offro formazione a familiari e operatori sanitari (Caregiver) per integrare il valore della memoria nella cura quotidiana.
    4. Supporto Emotivo e Pedagogico: collaboro con professionisti/e per garantire un’esperienza arricchente, evitando che il processo diventi fonte di stress.

    La memoria non è solo il ricordo del passato, ma un pilastro dell’identità personale. Per le persone anziane e chi vive con l’Alzheimer, mantenere vivi i propri ricordi significa migliorare la qualità della vita, ritrovando continuità e senso di appartenenza.

    Collaborazione con le Case di Cura

    Per questo motivo, voglio portare questo approccio anche nelle case di cura per anziani, integrandolo così in programmi più ampi, dove narrazione e memoria diventano strumenti di cura.

    Inoltre, collaborare con queste strutture significa offrire agli anziani un modo per sentirsi riconosciuti e valorizzati, migliorando così il loro benessere complessivo.

    Un Uomo e una Cicogna: Una Storia Emblematica

    “Un uomo, che viveva presso uno stagno, una notte fu svegliato da un gran rumore. Uscì allora nel buio e si diresse verso lo stagno ma, nell’oscurità, correndo in su e in giù, a destra e manca, guidato solo dal rumore, cadde e inciampò più volte. Finché trovò una falla sull’argine da cui uscivano acqua e pesci: si mise subito al lavoro per tapparla e, solo quando ebbe finito, se ne tornò a letto. La mattina dopo, affacciandosi alla finestra, vide con sorpresa che le orme dei suoi passi avevano disegnato sul terreno la figura di una cicogna” (Blixen 1959, 200).

    Questa storia dimostra il valore delle azioni compiute con dedizione e cura, anche se i risultati non sono immediati. Allo stesso modo, nel lavoro sulle memorie degli anziani, ogni passo e ogni ricordo raccolto contribuisce a creare un disegno significativo, arricchendo così la vita e il suo valore..

    Biografie Pedagogiche: Struttura del progetto:

    1. Premessa
    2. Obiettivi
    3. Metodologia e Linee Guida
    4. Tempistica: Le Biografie Pedagogiche

    Premessa: Biografie Pedagogiche

    Biografie Pedagogiche Valorizzazione delle Memorie Familiari 6
    Generazioni che si incontrano – Africa 2021

    La reminiscenza non è solo il semplice “raccontare storie” con gli altri, ma un’esperienza vissuta e condivisa, che coinvolge emozioni e sensi. Raccontarsi insieme significa sviluppare modi sensibili per condividere i ricordi, riscoprendo gli altri anche dopo momenti di solitudine, crisi o rinuncia alla bellezza di vivere.

    Questo processo allevia il peso della cura e della fatica, offrendo un sostegno prezioso sia nell’assistenza domiciliare che nelle situazioni di ricovero. Avere obiettivi concreti e condivisi è il primo passo per ritrovare il senso di progettualità. Raccontare e ricordare insieme, invece, è il primo passo per costruire e riscoprire la nostra identità accanto a chi amiamo.(E. Bruce, S. Hodgson, P. Schweitzer, 1999, XX-XXI).

    Obiettivi

    Applicando le Biografie Pedagogiche si riesce a :

    • Creare un’ Alleanza Terapeutica: il medico curante diventa un punto di riferimento, facendo da collante tra i vari specialisti e offrendo supporto sia ai caregiver che ai familiari, senza dimenticare il paziente.
    • Potenziamento dell’Ascolto Attivo: aiuta chi ascolta a superare pregiudizi, permettendo di esprimere e condividere la sofferenza del malato con il personale curante e la famiglia.
    • Stimolare le capacità cognitive: anche residue, attraverso attività che offrono sostegno agli anziani in diverse fasi della malattia. Questo approccio fornisce sollievo ai caregiver e rappresenta un’opportunità formativa per le figure curanti.
    • Mantenere il legame con il passato: per i familiari, la reminiscenza è un modo efficace per restare in contatto con la storia condivisa con la persona accudita.
    • Creare un ambiente sereno e rassicurante: valorizzare le esperienze positive aiuta sia il malato che il curante ad affrontare le difficoltà quotidiane. Le persone con demenza sono molto sensibili all’atmosfera che le circonda, per questo è essenziale farle sentire al sicuro e proporre attività che non vengano percepite come prove da superare.

    Metodologia

    Ricerca del Contesto Adeguato per il Progetto

    Per realizzare un progetto di Biografie Pedagogiche, è fondamentale scegliere il contesto più adatto. Le principali opzioni includono:

    • Centro Diurno Terapeutico;
    • Casa di Riposo con degenza;
    • Paziente che vive in famiglia.

    Scelta del Soggetto Narrante

    • Nelle strutture di cura, la selezione della persona da coinvolgere avviene con il supporto dei caregiver, che conoscono meglio le condizioni e le esigenze degli anziani.
    • Nel contesto familiare, se il progetto viene avviato privatamente, è essenziale un accordo preliminare con la persona interessata (se ancora in grado di comunicare e provare emozioni) e/o con la sua famiglia.

    Linee Guida sono:

    Biografie Pedagogiche Valorizzazione delle Memorie Familiari 2
    Ricordi dell’Africa 2020
    • Verità narrativa: la biografia non ricerca la verità storica o l’oggettività, ma la verità narrativa. I ricordi si trasformano nel tempo, circolando tra le persone e arricchendosi di emozioni. Questo processo non ha il gusto dell’esagerazione, ma un modo naturale della mente per dare colore e intensità ai fatti vissuti.
    • Relazione empatica: durante l’ascolto e la scrittura, si crea una sintonia tra narratore/narratrice e biografo/a. Anche la confusione, i silenzi e la frustrazione diventano parte del racconto, dando profondità alla narrazione.
    • Utilizzo del registratore: Il registratore aiuta il/la biografo/a a correggere imperfezioni, individuare eventuali pregiudizi e migliorare la comunicazione. Nei gruppi di reminiscenza, è utile per analizzare le dinamiche e affinare la conduzione dell’operatore.
    • Back-talk: ogni incontro inizia con un momento di back-talk, dove emergono nuove emozioni e si coinvolgono altri membri della famiglia. Questo arricchisce la narrazione, aggiungendo profondità ai ricordi.
    • Contesto storico e culturale: la biografia riflette il legame tra la persona e il suo contesto storico e geografico. Il biografo/a integra eventi storici per dare maggiore spessore alla narrazione.
    • Suddivisione in capitoli: ogni biografia è suddivisa in capitoli che scandiscono i momenti chiave della vita. Il titolo diventa un elemento poetico che racchiude il senso della storia e viene condiviso con il narratore.
    • Valorizzazione dei ricordi: le fotografie aiutano a seguire il flusso emotivo, offrendo pause nei momenti più intensi. I ricordi non devono restare dimenticati, ma riportati alla luce, dando loro nuovo significato e trasmettendoli alle generazioni future.

    Tempistica: Le Biografie Pedagogiche

    Come si Svolgono i Colloqui per le Biografie Pedagogiche Individuali

    Il percorso biografico pedagogico si articola in più incontri individuali con il/la paziente. La struttura degli incontri è la seguente:

    • Conoscenza reciproca e presentazione del progetto
    • Creare un clima di fiducia e sicurezza per incoraggiare la partecipazione del paziente
    • Durata: 1.5 – 2 ore
    • Discussione dei primi ricordi, esperienze infantili, famiglia d’origine
    • Ridurre l’ansia e suscitare entusiasmo per il progetto
    • Durata: 1.5 – 2 ore
    • Esplorazione delle esperienze giovanili, scuola, amici, primi amori
    • Introdurre il valore dell’ascolto attivo e il disagio creato dalla disattenzione
    • Durata: 1.5 – 2 ore
    • Racconti del matrimonio, carriera, figli e vita familiare.
    • Sperimentare la frustrazione provocata da una comunicazione incompleta e riflettere sugli sforzi necessari per capire una persona affetta da demenza.
    • Durata: 1.5 – 2 ore.
    • Racconti del matrimonio, carriera, figli e vita familiare
    • Sperimentare la frustrazione provocata da una comunicazione incompleta e riflettere sugli sforzi necessari per capire una persona affetta da demenza
    • Durata: 1.5 – 2 ore
    • Esperienze della vita adulta matura, pensionamento, riflessioni sulla vita
    • Riflettere sulla necessità di comprendere cosa la persona sta cercando di comunicare
    • Durata: 1.5 – 2 ore
    • Condivisione dei ricordi raccolti con il paziente e i familiari
    • Discussione e revisione del materiale raccolto, saluti conclusivi
    • Durata: 1.5 – 2 ore
    • Costruzione di una mappa concettuale basata su un concetto emerso durante gli incontri, significandolo e valorizzandolo con la raccolta di ricordi spontanei
    • Durata: 1.5 – 2 ore

    Durante gli incontri, la biografia prende forma in un quaderno ad anelli, in modo che sia possibile aggiungere nuovi ricordi nel tempo. Inoltre, le foto scannerizzate e il testo vengono consegnati anche su supporto digitale, così che la/il narratrice/narratore e la sua famiglia possano conservarli e condividerli facilmente.

    Conclusione

    Ogni storia è unica e merita di essere raccontata. Per questo motivo, il mio obiettivo è trasformare i ricordi in un patrimonio familiare prezioso, contribuendo così a rafforzare i legami tra generazioni.

    Se anche tu desideri scrivere la tua autobiografia o la biografia di una persona cara, sarò felice di guidarti in questo viaggio. Grazie alle Biografie Pedagogiche, potrai dare voce alla tua storia in modo autentico e significativo.

    Visita esperienzanarrata per scoprire di più e contattami per una consulenza personalizzata. Insieme, possiamo trasformare i tuoi ricordi in qualcosa di duraturo e speciale.

  • Significati Narrativi e di Riflessività nelle Diagnosi

    Significati Narrativi e di Riflessività nelle Diagnosi

    Significati Narrativi e di Riflessività nelle Diagnosi: un Percorso di Cura e di Consapevolezza

    Significati Narrativi e di Riflessività nelle Diagnosi è il titolo della mia tesi del corso di Laurea Triennale in Scienze dell’Educazione. L’interesse ad approfondire e scrivere su questo argomento è partito da un’esperienza personale: il cancro che colpì mio padre.

    Con l’articolo precedente  “La Cicogna: narratrice di Biografie Pedagogiche”, ho cercato di dare un senso figurativo al Tempo abbiamo trascorso insieme, alle emozioni provate, al desiderio di capire il Disegno della Vita. Ho esplorato i Significati Narrativi e di Riflessività nella Diagnosi.

    Questa curiosità è iniziata con la reazione di mio padre, uomo creativo, di scrivere un libro sulla sua esperienza di malato oncologico. Si mise in conversazione e riflessione con tutte le figure professionali che lo curavano, cercando quei Significati Narrativi e di Riflessività nella Diagnosi.

    Riflettendo su questo suo bisogno rivolto alla conoscenza ed espressione di un disagio, mi sono resa conto come ciò abbia favorito una maggior attenzione da parte dei medici verso:

    la pluralità dei bisogni del malato,  fisici innanzitutto, ma anche psicologici, relazionali e sociali.

    Le figure sanitarie potenziando la loro capacità di ascolto, hanno potuto correggere eventuali pregiudizi che potevano compromettere i trattamenti, e questo atteggiamento ha permesso che la sofferenza venisse liberamente vissuta e condivisa.

    Diagnosi di Cancro, Narrazione nel Sistema Familiare

    Ho iniziato questo argomento, con la narrazione da parte della Cicogna che dà il senso al nostro percorso di vita e in questo articolo affronto, con alcune riflessioni autobiografiche quando una diagnosi di “Cancro” scrive una nuova storia all’interno di un Sistema Familiare.

    Non si può immaginare il concetto di Tempo senza esplorare il suo significato narrativo.

    Ogni famiglia ha una sua peculiare Temporalità:

    • alcune famiglie vivono nel passato, nostalgicamente, ritualizzandolo nel presente,
    • altre sono proiettate nel futuro pensando a cosa faranno o avranno,
    • altre ancora vivono nell’eterno presente (tempo acromico) dove tutto avviene nel fare senza sviluppare una narrazione.

    La famiglia ha sempre una storia ed è come un organismo vivente (una delle metafore ricorrenti):

    La Famiglia, Nasce, Interagisce con ciò che ha intorno e, Muore.

    La Teoria degli Equilibri Punteggiati: la Crisi

    Ogni famiglia attraversa periodi, talvolta lunghi, in cui si percepisce uno squilibrio. Difficoltà, tensioni, incertezza. Tutto questo si traduce in una parola: Crisi.

    Durante il corso di Epistemologia, ho studiato la La Teoria degli Equilibri Punteggiati, che offre una prospettiva diversa sulla crisi. Non la vede come una semplice interruzione della continuità, ma come un salto evolutivo. La famiglia di prima non è più la stessa. Si riorganizza, cambia struttura, acquisisce nuovi significati.

    Questa teoria, elaborata da Stephen Jay Gould e Niles Eldredge, descrive il processo evolutivo delle specie: lunghi periodi di stabilità vengono interrotti da brevi fasi di trasformazione improvvisa. Lo stesso accade nei sistemi familiari. Le crisi non sono solo momenti di rottura, ma occasioni di cambiamento verso un nuovo equilibrio.

    Diagnosi di Cancro, Narrazione nel Sistema Familiare
    La Teoria degli Equilibri Punteggiati: la Crisi

    Crisi e trasformazione: la malattia in famiglia

    Un esempio concreto è la malattia incurabile di un familiare. Un evento che impone alla famiglia una riorganizzazione profonda.

    Cosa accade quando ci si avvicina alla morte di una persona cara?

    In un certo senso, ci si avvicina anche alla propria mortalità. Tutto assume un nuovo valore.

    Si può immaginare la situazione come un mantello che cala sui membri della famiglia. Protegge, ma allo stesso tempo isola. Sotto quel mantello si sviluppano pensieri, emozioni, cambiamenti interiori. A un certo punto, però, può diventare troppo stretto. E chi è malato rischia di restare solo sotto di esso.

    Ma cosa succede se quel mantello viene tolto?

    Le persone iniziano a parlarsi. Condividono paure, dubbi, speranze. Danno voce alla paura di morire.

    I ricordi autobiografici emergono. Lo sguardo si allarga, permettendo di riconoscere il dolore degli altri, ma anche le piccole gioie quotidiane che continuano a esistere.

    Ci si avvicina, fisicamente ed emotivamente. E gesti semplici, come una carezza o un sorriso, diventano un linguaggio prezioso, capace di dare conforto e significato.

    Il Principio di Incertezza

    L’incontro con il cancro stravolge i progetti, lasciando spazio a disperazione e desolazione. Introduce nella vita il Principio di Incertezza: Vivrò? Per quanto ancora? Come? Prima, tutto sembrava sotto controllo.

    L’idea probabilistica della morte, avvolta nell’incertezza, ci viene suggerita da due potenti fonti di conoscenza:

    1. I nostri sensi e il senso comune. Sappiamo che di cancro si muore. Sappiamo anche che si può vivere. Tuttavia, questa consapevolezza ha spesso un valore emotivo ridotto, perché non esistono certezze sulle condizioni che permettono di sopravvivere alla malattia.
    2. La medicina. Da essa traiamo non solo speranza, ma anche informazioni. Le statistiche mediche ci forniscono dati sulle probabilità di sopravvivenza per ogni tipo di tumore conosciuto.

    Molti ignorano le informazioni mediche dettagliate (e i relativi pregiudizi) della categoria b, mentre tutti possediamo conoscenze e pregiudizi della categoria a.

    Aggiungere le conoscenze scientifiche a quelle del senso comune non è sempre un vantaggio. Spesso, infatti, amplifica l’incertezza, soprattutto quando le probabilità di sopravvivenza non sono elevate.

    Sogno di Vita, IO e il Cancro

    Nella prefazione del libro Sogno di Vita, “Io” e il Cancro di Giacomo Macario, rimasto incompiuto, emergono emozioni profonde: l’imprevedibilità della malattia, la costernazione iniziale, la razionalizzazione e, soprattutto, la volontà di guardare al futuro. Mio padre scriveva:

    “L’atteggiamento di “convivere con il male”, che tutti cercavano di indicarmi come via d’uscita, non mi ha mai soddisfatto, anzi mi disturbava. Ho una personalità “dominante”, che mi porta a modellare l’ambiente circostante, ma questa a volta avevo di fronte un’entità diversa, un male forse inguaribile. Accettai la sfida, mettendo in discussione lo status quo e cercando di capire che il mio IO era sempre lo stesso, nonostante la debolezza fisica.

    e ancora

    Misi in discussione anche il fatto che il cancro dovesse o potesse essere vincitore nei miei confronti, se no, a cosa sarebbero serviti i medici, gli specialisti, le terapie che migliorano giorno per giorno, la mia stessa attenzione e volontà di utilizzare al meglio tutti questi strumenti? L’opportunità di verificare se, per lo meno fosse lontanamente possibile ottenere dei risultati positivi, non mi venne mai meno. Quindi concentrai ogni mio sforzo in tal senso.

    In queste poche righe si coglie il potere dei Significati Narrativi e della Riflessività nelle Diagnosi. Anche nelle situazioni di crisi, la narrazione diventa un mezzo per ridefinire la propria identità, creando contesti di rinascita, in cui sentirsi trasformati o, almeno, consapevoli del cambiamento.

    "Sogno di Vita,  "Io" e il Cancro, libro incompiuto di Giacomo Macario, mio padre
    Significati Narrativi

    Significati Narrativi nelle Diagnosi: Biografie Pedagogiche

    Il progetto di scrivere un’autobiografia da malato oncologico coinvolgeva lo Staff Medico dell’Ospedale Sacco di Milano. Mio padre voleva dare voce alle domande che nascono in chi riceve una diagnosi di cancro.

    Il suo sguardo si posò su diverse figure professionali: oncologi, psichiatri, infermieri, il medico di famiglia e la caposala. Non trascurò neppure chi opera nel campo giuridico, etico, sociale e della ricerca.

    Durante il percorso, mi chiese di leggere i capitoli man mano che li completava. Quel confronto mi spinse ad approfondire il tema nella mia tesi, aprendomi a nuovi orizzonti personali e professionali.

    Il libro rimase in bozza. Dopo la sua morte, rileggendolo, non riuscii a dargli una forma definitiva. Era il suo desiderio che diventasse un riferimento per altri malati oncologici e per i medici, ma non trovai la forza di completarlo.

    Oggi, dopo 17 anni, torno a scrivere di quel libro: Sogno di Vita. “Io” e il Cancro, uno dei suoi ultimi progetti. Forse, in qualche modo, quei Significati Narrativi e quella Riflessività nelle Diagnosi hanno già trovato la loro strada, dando vita a qualcosa di nuovo.

    Gioco del Petit Onze

    Concludo questo articolo con un gioco che ho fatto durante il corso di Pedagogia dell’Animazione (2004), dove sperimentai la libera scrittura e l’esperienza delle poesie surrealista.

    Si chiama Petit Onze, perché è composto da Undici Parole. si deve cercare, l’undicesima, trovandola.

    Ci si dispone con un animo rilassato, si lascia vagare la mente abbandonandosi al suo fluttuare. Può aiutare una buona musica. In questo vagabondare si acchiappa al volo una parola e la si scrive:

    Creatività

    si assapora questa parola come se fosse un dolcetto o un sorso di barbera. Lasciandola risuonare nelle profondità del cuore, del corpo, della mente. Si va in cerca di una coppia di parole, che segua il tema e l’atmosfera della prima:

    Forza della sopravvivenza

    se le parole fossero state quattro, pazienza, si trasferisce la quarta nella parte seguente e si sviluppa il tema con una sequenza. Quindi scrivo quattro parole, rilassandomi, concentrandomi:

    Amore, r-esistenza, Futuro lontano.

    Chiudo con l’undicesima parola:

    Morire!

    e allora:

    Creatività

    delle idee

    forza della sopravvivenza,

    amore, r-esistenza, futuro lontano,

    morire!

                                               A Papà

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    “Il confronto migliora la conoscenza del Sé e degli Altri.”

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