Tag: Cura degli Anziani

  • 2024: Narrazioni e Innovazione – 2025: Valori e Mission

    2024: Narrazioni e Innovazione – 2025: Valori e Mission

    2024: Narrazioni e Innovazione – 2025: Valori e Mission è un viaggio emozionale e professionale del trascorso anno. tra crescita personale e nuove sfide.

    Scopri i miei progetti ambiziosi e gli obiettivi per il 2025, dove ho messo al Centro il “Valore delle Persone”.

    2024: Trasformazioni Professionali e Innovazione

    Grazie al supporto della coach Ilaria Bertolasi, psicologa del BeMore Program —un percorso di formazione continua ideato da Luca Mazzucchelli— ho trovato il coraggio di reinventarmi. Questo lavoro di introspezione mi ha aiutato a riorganizzare i miei obiettivi e a intraprendere nuove direzioni.

    Un momento cruciale del percorso è stato il lavoro sul sito web, “Esperienzanarrata”. A partire da Giugno 2024, con il prezioso supporto di David Fusi, ho iniziato un processo di revisione e riorganizzazione delle sezioni, integrando strumenti tecnici, come l’e-commerce. Ogni pagina rappresenta un riflesso della mia mission e un ponte diretto tra il mio mondo interiore e il pubblico, uno strumento essenziale per comunicare i miei Valori.

    Cosa ho creato?

    • Biografie Pedagogiche: raccolgo memorie di vita per trasformarle in narrazioni che restituiscano valore e identità.
    • Pedagogista in Casa: un servizio pensato per supportare famiglie nel loro contesto quotidiano, creando armonia e crescita condivisa.
    • Pedagogista Digitale: uno spazio innovativo per accompagnare giovani e famiglie nell’apprendimento attraverso strumenti digitali e metodologie educative.

    Questi progetti, ma rappresentano le fondamenta del mio lavoro, un’espressione concreta della visione di dare “Valore alle Persone in ogni Fase della Vita”.

    2024: Narrazioni, Osservazioni e Scelte

    Il 2024 è stato un anno intenso, denso di narrazioni e trasformazioni. Un crocevia di esperienze che mi ha portata a riflettere, riorganizzare e orientarmi verso un percorso completamente nuovo. Ogni passo è stato guidato dalla mia missione: dare Valore alle Persone in ogni fase della loro Vita.

    Nei primi sei mesi dell’anno, ho lavorato come assistente nell’educativa scolastica presso una scuola professionale. Questo ruolo mi ha permesso di entrare in contatto diretto con i bisogni dei giovani, spesso poco compresi dagli adulti che li circondano. Ho osservato ragazzi pieni di potenzialità, desiderosi di stimoli e di ascolto. Più che regole, cercano dialogo. Più che imposizioni, vogliono modelli di riferimento a cui ispirarsi.

    Queste riflessioni hanno segnato per me una svolta importante. Mi sono resa conto che era il momento di cambiare. Così, con entusiasmo, ho deciso di concludere il mio percorso come educatrice per intraprendere una nuova avventura professionale come libera professionista.

    2024: Alla Ricerca dei Valori

    In questo periodo di cambiamento, ho esplorato i Valori fondamentali che guidano la mia vita: Famiglia, Libertà, Creatività e Aiuto. Come suggerisce Luca Mazzucchelli, i valori non si trovano nella mente, ma nel cuore. Solo attraverso azioni che risvegliano le nostre emozioni più profonde possiamo davvero capire cosa ci accende dentro.

    Allo stesso tempo, ho riflettuto sulla mia “linea della vita”. Se ipotizzo di vivere fino a 85 anni, mi restano 25 anni, di cui solo 10 pienamente produttivi. Questo esercizio mi ha aiutata a mettere a fuoco ciò che conta davvero, allineando i miei obiettivi alla mia essenza più autentica.

    2024: Narrazioni Personali e Professionali

    La mia vita personale ha nutrito queste narrazioni e questa spinta all’innovazione. Mio nipotino Edoardo, con la sua energia contagiosa, è stato una fonte inesauribile di ispirazione. Ridere e giocare con lui, infatti, ha reso più leggeri i momenti complessi, permettendomi di osservare con occhi nuovi il valore della spontaneità e della scoperta.

    Allo stesso tempo, ho avuto il privilegio di lavorare con una bambina tunisina, attualmente in seconda elementare. Sebbene due ore alla settimana possano sembrare poche, si sono rivelate un momento magico. Quando abbiamo iniziato, non sapeva leggere né scrivere; oggi, invece, grazie al nostro lavoro insieme, è diventata più organizzata e sicura di sé. Il suo sorriso racconta una crescita che va ben oltre il semplice apprendimento: sta scoprendo il mondo con fiducia.

    Questo percorso è stato possibile anche grazie ai suoi genitori, persone accudenti e consapevoli, che hanno riconosciuto il valore di un supporto educativo per favorire l’integrazione e lo sviluppo armonioso della loro famiglia.

    Proprio esperienze come questa mi hanno portata a riflettere ancora di più sull’importanza della figura della Pedagogista in Casa. Un sostegno continuativo e personalizzato, infatti, potrebbe fare la differenza per molte famiglie, offrendo un punto di riferimento concreto nella crescita dei loro figli.

    Obiettivi 2025: Valori e Mission

    Il 2025 sarà il momento di consolidare e ampliare il mio lavoro. I miei obiettivi principali sono:

    • Espandere il Network Professionale. Creare una rete di professionisti che condividano la mia missione, valorizzando la collaborazione.
    • Scrivere e Raccontare Storie. Pubblicare un articolo al mese. Inaugurerò questa rubrica e l’anno 2025 con l’intervista a un medico di pronto soccorso, perché credo che le storie ci uniscano e ci ispirino.
    • Diffondere le Biografie Pedagogiche. Portare il progetto nelle RSA e nei piccoli comuni, per valorizzare le memorie storiche e culturali che possano diventare patrimonio condiviso. L’obiettivo è valorizzare ogni vita, trasformandola in una narrazione che resista al tempo.
    • Organizzare Eventi e Corsi. Sensibilizzare i professionisti sull’importanza della narrazione personale come strumento di educazione e crescita.
    • Formarmi e Crescere. Approfondire competenze fi comunicazione digitale, di copywriting e l’advertising. con il corso CopyMastery con Marketers . La curiosità è il motore della mia crescita, e sono determinata a non smettere mai di imparare.
    • Proseguire con il progetto: “Padri in Primo Piano”. Raccogliere storie di padri, con l’obiettivo di trasformarle in un libro entro la fine del 2026 che racconterà il ruolo paterno con autenticità e profondità.

    Conclusione

    “Ridare Valore alle Persone in ogni Fase della Vita” non è solo uno slogan, ma il centro del mio Essere al Mondo”.

    Ogni passo che compio è guidato da questa visione, e ogni progetto è un tassello di un mosaico più grande.

    Mi rivolgo a Te che leggi:

    Che tu sia un Professionista, Genitore, o semplicemente una Persona curiosa, unisciti a me in questo viaggio.

    Condividiamo esperienze, creiamo connessioni e costruiamo insieme un futuro dove ogni vita abbia il valore che merita.

    2024, Narrazioni e Innovazione – 2025, Mission e Valori

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  • Ascoltando la Voce degli Anni

    Ascoltando la Voce degli Anni

    Ascoltando la Voce degli Anni: Augusta e Adelaide

    Un’intervista che custodisce Memorie Familiari e racconta il Valore della Vecchiaia

    Ascoltando la Voce degli Anni è La Voce di Mia Madre, Augusta, che da dieci anni, vive in una RSA. È una tranquilla domenica pomeriggio, e sedute nella sua stanza ci siamo trovate a parlare della sua vita, dei suoi pensieri e delle sue emozioni.

    Questa volta, però, non è stata una semplice conversazione tra madre e figlia. Le ho proposto un’intervista intitolata “Ascoltando la Voce degli Anni”, un’occasione in cui, come Pedagogista Digitale esperta in Biografie Pedagogiche, ho voluto raccogliere le sue parole nella loro autenticità.

    “Ascoltando la Voce degli Anni” non è solo un gesto d’amore filiale, ma un modo per dare Valore alla sua Voce, dimostrando quanto sia fondamentale ascoltare gli Anziani, rispettarli e preservare le loro Narrazioni. Ogni Memoria Familiare è una traccia preziosa, ogni esperienza personale un dono per chi verrà dopo.

    Questa testimonianza, però, è diversa: non è una Biografia Pedagogica privata, custodita tra l’anziano e la sua famiglia, ma una riflessione universale sul significato della vecchiaia, sulla libertà e sulla necessità di sentirsi riconosciuti.

    Noi Figli, Caregiver o semplicemente Persone vicine agli Anziani, pensiamo spesso di conoscere i loro pensieri, ma quando ci fermiamo ad ascoltarli davvero, scopriamo emozioni, ricordi e verità nascoste che mai avremmo immaginato.

    È un invito a tutti: “Ascoltare la Voce degli Anni” perché le narrazioni dei nostri cari non sono solo Passato, ma Finestre aperte su Mondi ricchi di Significato.

    “Ascoltando la Voce degli Anni”: struttura dell’Articolo

    In questo articolo ho voluto mantenere la struttura di una conversazione intima tra Augusta, mia madre anziana, e me, sua figlia, biografa e pedagogista. L’intervista si articola in sei domande che danno voce ai pensieri, alle emozioni e ai ricordi di una vita ricca di esperienze.

    L’obiettivo è permettere al lettore di entrare idealmente nella stanza con noi, di sedersi accanto e di ascoltare, come se fosse presente. Ogni domanda esplora un aspetto diverso della vita di Augusta, rivelando sfumature che spesso restano celate nei silenzi degli anziani.

    Le risposte svelano paesaggi interiori fatti di Memorie, desideri e riflessioni che invitano a una comprensione più profonda e umana.

    L’Intervista: “Ascoltando la Voce degli Anni”

    Il Racconto di Sé, Tra Caos e Serenità Azzurra

    Domanda: “Se dovessi dipingere la tua vita con una sola immagine, quale sceglieresti?

    La vita di Augusta viene descritta attraverso un’immagine e un colore che racchiudono ricordi, sogni e frammenti di esistenza.

    Augusta: La dipingerei come un intreccio a forma di caos. Tante esperienze, alcune iniziate e poi interrotte, altre portate a termine con soddisfazione. È stato un percorso complesso, a volte disordinato, pieno di significato. E se devo darle un colore, sarebbe l’azzurro.

    Biografa: E perché l’Azzurro?

    Augusta: L’azzurro mi fa respirare, mi dà l’idea di volare. È il colore della pace, della luce, e mi ricorda i pomeriggi al Selvaggio. Dopo pranzo, quando voi sei bambini facevate il riposino — una regola per permettermi di riprendere fiato — andavo in balcone. Mi sedevo sulla sedia a sdraio e guardavo il cielo immenso, limpido, che sembrava non finire mai. Gli alberi, il vento… e il silenzio che parlava. Anche il vento lo vedo azzurro. Era il mio momento di pace.

    Biografa: E quei momenti al Selvaggio? Che significato hanno avuto per te e per la nostra famiglia?

    Augusta: Quella casa era speciale. Ci ha permesso di stare insieme e di godere della natura, della libertà. Ogni estate, ogni vacanza di Natale o Pasqua, era come entrare in un altro mondo. Semplice, ma pieno di vita. Per me era quiete, per voi bambini gioia pura. Ognuno aveva il suo spazio, il suo ritmo. La casa ci accoglieva con le sue stanze piene di risate e serenità.

    Biografa: È bello sentire che anche tu, come noi, ricordi quel posto come un luogo di libertà e felicità.

    Augusta: Sì, perché lo era davvero. C’erano i colori, il vento, gli alberi. Era semplice, ma ci faceva sentire liberi. E quei ricordi sono rimasti azzurri, come il cielo.

    Ascoltando la Voce degli Anni: Azzurro di Augusta
    Ascoltando la Voce degli Anni: Azzurro di Augusta

    Quiete dell’Anima: Libertà Dopo una Vita di Doveri

    Domanda: “Quali sono le sensazioni che ti accompagnano in questo momento della tua vita?”

    Una riflessione sulle sensazioni attuali, sulla pace interiore e sulla libertà ritrovata dopo anni di doveri.

    Augusta: Le sensazioni sono di quiete. Di riposo. Sento che sono vicina alla fine, ma non mi spaventa. Mi preoccupa solo il momento del passaggio, ma il dopo no. Penso spesso che starò meglio quando sarò dall’altra parte. Qui mi sento in pace, capisci? È una sensazione nuova, una leggerezza che non conoscevo. La vita è stata quella che è stata, e ora mi sento libera. Ho sempre vissuto nel dovere: dovevo fare, parlare, stare in silenzio. Sempre quel ‘devi’. Ora non ci sono più doveri, ed è una libertà che non avevo mai provato.

    Biografa: Sembra una pace conquistata dopo tanto tempo. Ma come sei arrivata a questa libertà?

    Augusta: Dopo una vita di doveri! Nessuno mi obbligava, ero io a pensarla così. Credevo fosse il mio dovere di madre, di moglie, di donna. Non me ne lamentavo, era semplicemente la mia vita. Ma ora è diverso. Se voglio svegliarmi alle cinque, mi sveglio. Se voglio dormire, dormo. Nessuno mi dice ‘devi’. È una leggerezza nuova e mi fa stare bene, come se mi fossi tolta un peso.

    Biografa: E qui, nella tua stanza, ti senti ancora libera?

    Augusta: Sì, questa stanza è il mio rifugio. È qui che sono tranquilla. Fuori, nel corridoio o in sala da pranzo, ci sono persone che si lamentano e piangono. Non capisco come si possa essere tristi a quest’età. A 88 anni, la vita è andata. E ora cosa fai, piangi? No, non ha senso. Mi godo questa pace, sento che è mia, che me la sono guadagnata.

    Biografa: Ci sono emozioni o pensieri che tornano spesso nella tua mente, in questi momenti di quiete?

    Augusta: Ogni tanto penso al passato, ai miei figli, alle esperienze vissute. Ma non c’è più il peso di una volta. Ogni momento è diverso, ma la sensazione più forte è quella del riposo. La libertà e il riposo. Qui il tempo sembra fermarsi, ma non è un vuoto. È un silenzio che parla, che mi racconta cose che prima non sentivo. Ora non c’è più il ‘dovevo’, c’è solo il ‘posso’. Posso essere me stessa. Posso non fare nulla senza sentirmi in colpa. È una pace che non avevo mai conosciuto.

    Il Significato del Tempo: Un Compagno Silenzioso

    Domanda: “Ora, cosa significa per te il tempo?”

    Il Tempo smette di essere una corsa e diventa un compagno silenzioso che scandisce il ritmo della quotidianità.

    Augusta: Il tempo, adesso, è un amico silenzioso. Non è più qualcosa da rincorrere o da temere. Cammina accanto a me, mi accompagna con calma. È rassicurante, perché non mi impone nulla. Scorre al mio ritmo, senza fretta, senza obblighi.

    Biografa: E pensi mai al passato, o il Tempo per te è solo quello che vivi ora?

    Augusta: Ogni tanto penso al passato, certo, ma senza rimpianti. Non è più un peso come prima. Ora il tempo è una voce gentile che mi sussurra: ‘Va bene così.’ Quando mi dicono: ‘Ma sei ancora giovane a 88 anni!’, io sorrido. So di non essere giovane, ma mi sento libera. È questa libertà che conta davvero. Non c’è più ansia, non c’è più fretta. Solo il tempo che mi appartiene e mi lascia essere me stessa.

    “Ascoltando la Voce degli Anni”: I Desideri Come Un Giardino Segreto

    Domanda: “Hai ancora sogni o desideri che coltivi?”

    Un viaggio nei desideri inespressi e nei lasciti emotivi che una madre vorrebbe offrire ai propri figli.

    Augusta: No, non ho più sogni. I sogni, come dice la parola, non sono concreti. E anche i desideri ormai non mi appartengono più. Sono contenta così. Non ho desideri particolari.

    Biografa: E raccontare la tua storia? Ti fa piacere sentirti ascoltata?

    Augusta: Sì, ma solo con voi figlie. Mi piace che conosciate ciò che ho vissuto: i sentimenti, le sofferenze, le gioie. Con voi è naturale aprirmi. Con i vostri fratelli è diverso. Non perché li ami di meno, sia chiaro. Li amo tantissimo, ma con loro il rapporto è più pratico, meno emotivo. Con voi c’è una sensibilità diversa che ci lega.

    Biografa: Quindi con noi figlie c’è una complicità speciale?

    Augusta: Sì, credo dipenda dal fatto che siamo donne. È una questione di sensibilità e di esperienze condivise. Ma questo non toglie nulla ai vostri fratelli. Con loro parlo di altre cose, e anche quel legame è unico a modo suo.

    Biografa: E cosa vorresti lasciare come ricordo a tutti noi?

    Augusta: Mi sarebbe piaciuto essere una madre più dolce, affettuosa. Non credo che questo sia il ricordo che avete di me. Penso che mi vediate come una madre forte, e va bene così. Ma quella dolcezza… è qualcosa che avrei voluto darvi di più.

    Biografa: Mamma, ognuno di noi ti vede per quello che sei stata, con le tue forze e le tue fragilità. Forse è proprio questo il dono più grande.

    Augusta: Sì, forse hai ragione. L’importante è che sappiate quanto vi amo tutti, ognuno in modo diverso, ma con la stessa intensità. Siete voi, tutti e sei, il centro della mia vita. Ognuno di voi ha un posto speciale nel mio cuore.

    “Ascoltando la Voce degli Anni”: Un Ritratto della Vita in RSA

    Domanda: “Se dovessi descrivere il tuo quotidiano qui, cosa racconteresti?”

    Piccole abitudini, gesti e consuetudini raccontano il ritmo delle giornate e il significato dei momenti vissuti.

    Augusta: La mia giornata inizia presto. Mi sveglio con calma e faccio colazione. Di solito la consumo in poltrona, come mi ha consigliato l’infermiera, ma se ne ho voglia, rimango a letto. Dopo colazione, mi lavo e mi preparo senza fretta. Se sono stanca, mi concedo un breve riposo: quindici minuti, a volte mezz’ora. La mattinata scorre tranquilla, con piccole attività che mi fanno stare bene.

    Biografa: E poi? Come prosegue la mattinata?

    Augusta: Di solito viene la dottoressa o il fisioterapista. Con il fisioterapista faccio una passeggiata nei corridoi: andata e ritorno, è la mia ginnastica quotidiana. Mi piace muovermi, anche se richiede un po’ di fatica. Poi arriva l’ora di pranzo. Mangio con calma e quindi torno in camera.

    Biografa: E il pomeriggio?

    Augusta: Dopo pranzo, faccio piccole cose, come lavare le posate. È un gesto semplice, ma mi dà un senso di ordine. Poi mi sdraio per riposare. Quando mi sveglio, leggo: ora sto leggendo un libro intitolato: “La Dama con L’ermellino” di Daniela Pizzagalli, sulla storia di Milano a fine Quattrocento, inizio Cinquecento . È interessante scoprire come vivevano i Milanesi tra tessuti preziosi e povertà. Nel pomeriggio ricevo spesso visite: una signora quasi centenaria e sua figlia vengono a trovarmi. Chiacchieriamo ed è un momento piacevole.

    Biografa: E la sera? Come vivi il momento del rientro nella tua stanza?

    Augusta: La sera sono stanca. Non vedo l’ora di andare a letto. Mi preparo, sistemo le mie cose e mi corico presto. È il momento in cui chiudo la giornata in pace, senza pensieri.

    Biografa: C’è qualcosa che vorresti cambiare della tua giornata?

    Augusta: No, non cambierei nulla. Forse il cibo potrebbe essere migliore, ma per il resto va tutto bene. Mi sento a mio agio e questo è l’importante.

    “Ascoltando la Voce degli Anni”: Un Messaggio per il Mondo di Oggi

    Domanda: “Come vorresti che il mondo vedesse le persone della tua età?”

    Una riflessione finale su come Augusta vorrebbe che la sua generazione fosse percepita dalla società contemporanea.

    Augusta: Non credo di avere grandi insegnamenti da dare. Vorrei solo che gli anziani fossero rispettati per quello che sono, senza essere trattati come un peso o una categoria a parte. La vecchiaia non è un’etichetta, è semplicemente un’altra fase della vita. Merita la stessa dignità e considerazione delle altre età. Siamo persone, con le nostre esperienze e i nostri pensieri. Rispettarci vuol dire riconoscere tutto ciò che abbiamo vissuto e tutto quello che siamo ancora.

    Ascoltando la Voce degli Anni: L'albero della Vita di Augusta
    Ascoltando la Voce degli Anni: L’albero della Vita di Augusta

    Conclusione “Ascoltando la Voce degli Anni”

    Le parole di mia madre sono semplici, ma racchiudono un messaggio potente: Libertà, Pace e Rispetto non dovrebbero essere concessioni, ma Diritti di ogni Persona, a qualsiasi età.

    “Ascoltando la Voce degli Anni” non è solo un gesto d’amore filiale, ma un invito a fermarsi e prestare attenzione. Ogni anziano custodisce una Storia unica, una voce che merita di essere accolta con Cura e Rispetto.

    Come Pedagogista-Biografa, il mio compito è dare Valore alle Persone, riportando alla luce ricordi e vissuti spesso nascosti. Come Figlia, sento la responsabilità di conservare questa memoria familiare, affinché resti viva per me e per chi verrà dopo.

    Questa esperienza può diventare un’opportunità anche per altre famiglie. Invito Figli e Caregiver a proporre ai propri genitori o nonni che vivono in RSA un’intervista “Ascoltando la Voce degli Anni”. Seguire il metodo delle Biografie Pedagogiche permette di raccogliere e preservare le Memorie Familiari, trasformandole in un manoscritto da custodire, tramandare e consegnare alle Famiglie.

  • Biografie Pedagogiche: Memorie Familiari di Valore

    Biografie Pedagogiche: Memorie Familiari di Valore

    Raccolta delle Memorie Familiari: Un Percorso Pedagogico per Anziani e Malati di Alzheimer

    Le memorie familiari raccolte nella Biografie Pedagogiche sono un patrimonio inestimabile, un filo invisibile che collega generazioni e dona senso alla nostra storia personale.

    Le Biografie Pedagogiche nascono proprio con questo intento: raccogliere e valorizzare le memorie, dando voce a chi, con il passare degli anni, rischia di essere dimenticato.

    Il mio percorso in questo ambito affonda le radici nella mia Laurea Specialistica in Consulenza Pedagogica e Ricerca Educativa, intitolata:

    L’Architettura della Mente: Costruzione di un Percorso Narrativo e di Apprendimento Significativo in un caso di Alzheimer.

    Nel lontano 2007 condussi una ricerca di tre mesi presso il Centro Diurno Terapeutico “Filo d’Arianna” di Pro Senectute, a Balerna (CH), dove raccolsi le memorie familiari di anziani affetti da Alzheimer. Successivamente, successivamente collaborai con la Fondazione Bellora – Onlus di Gallarate (VA), arricchendo ulteriormente la mia esperienza nel campo della memoria narrativa e dell’accompagnamento educativo.

    Il Valore delle Memorie Narrative

    Le memorie familiari non sono solo ricordi, ma radici che rafforzano l’identità e la coesione. Con un approccio pedagogico, aiuto le famiglie a riscoprirle e valorizzarle. Questo percorso è particolarmente prezioso per chi vive accanto a persone anziane o affette da Alzheimer, offrendo un modo per preservare e tramandare il loro vissuto.

    Oggi voglio estendere questa esperienza a un pubblico più ampio. Sempre più persone possono riscoprire il valore della cura attraverso le memorie narrative. Le Biografie Pedagogiche diventano un ponte tra passato, presente e futuro, restituendo dignità e significato a storie di vita che meritano di essere raccontate e custodite.

    Biografie Pedagogiche: Un Percorso Pedagogico di Cura

    Come Biografa Pedagogica, libera professionista, il mio obiettivo è portare un approccio innovativo e umano sia nel settore privato che nelle strutture di cura per anziani.

    Il percorso pedagogico che propongo è articolato in diverse fasi:

    1. Raccolta delle Memorie: attraverso colloqui, narrazioni e strumenti digitali, aiuto le famiglie a raccogliere storie e ricordi dei loro cari.
    2. Creazione di un Archivio Familiare: le memorie vengono organizzate in un archivio digitale, accessibile e condivisibile con tutta la famiglia.
    3. Percorsi di Formazione: offro formazione a familiari e operatori sanitari (Caregiver) per integrare il valore della memoria nella cura quotidiana.
    4. Supporto Emotivo e Pedagogico: collaboro con professionisti/e per garantire un’esperienza arricchente, evitando che il processo diventi fonte di stress.

    La memoria non è solo il ricordo del passato, ma un pilastro dell’identità personale. Per le persone anziane e chi vive con l’Alzheimer, mantenere vivi i propri ricordi significa migliorare la qualità della vita, ritrovando continuità e senso di appartenenza.

    Collaborazione con le Case di Cura

    Per questo motivo, voglio portare questo approccio anche nelle case di cura per anziani, integrandolo così in programmi più ampi, dove narrazione e memoria diventano strumenti di cura.

    Inoltre, collaborare con queste strutture significa offrire agli anziani un modo per sentirsi riconosciuti e valorizzati, migliorando così il loro benessere complessivo.

    Un Uomo e una Cicogna: Una Storia Emblematica

    “Un uomo, che viveva presso uno stagno, una notte fu svegliato da un gran rumore. Uscì allora nel buio e si diresse verso lo stagno ma, nell’oscurità, correndo in su e in giù, a destra e manca, guidato solo dal rumore, cadde e inciampò più volte. Finché trovò una falla sull’argine da cui uscivano acqua e pesci: si mise subito al lavoro per tapparla e, solo quando ebbe finito, se ne tornò a letto. La mattina dopo, affacciandosi alla finestra, vide con sorpresa che le orme dei suoi passi avevano disegnato sul terreno la figura di una cicogna” (Blixen 1959, 200).

    Questa storia dimostra il valore delle azioni compiute con dedizione e cura, anche se i risultati non sono immediati. Allo stesso modo, nel lavoro sulle memorie degli anziani, ogni passo e ogni ricordo raccolto contribuisce a creare un disegno significativo, arricchendo così la vita e il suo valore..

    Biografie Pedagogiche: Struttura del progetto:

    1. Premessa
    2. Obiettivi
    3. Metodologia e Linee Guida
    4. Tempistica: Le Biografie Pedagogiche

    Premessa: Biografie Pedagogiche

    Biografie Pedagogiche Valorizzazione delle Memorie Familiari 6
    Generazioni che si incontrano – Africa 2021

    La reminiscenza non è solo il semplice “raccontare storie” con gli altri, ma un’esperienza vissuta e condivisa, che coinvolge emozioni e sensi. Raccontarsi insieme significa sviluppare modi sensibili per condividere i ricordi, riscoprendo gli altri anche dopo momenti di solitudine, crisi o rinuncia alla bellezza di vivere.

    Questo processo allevia il peso della cura e della fatica, offrendo un sostegno prezioso sia nell’assistenza domiciliare che nelle situazioni di ricovero. Avere obiettivi concreti e condivisi è il primo passo per ritrovare il senso di progettualità. Raccontare e ricordare insieme, invece, è il primo passo per costruire e riscoprire la nostra identità accanto a chi amiamo.(E. Bruce, S. Hodgson, P. Schweitzer, 1999, XX-XXI).

    Obiettivi

    Applicando le Biografie Pedagogiche si riesce a :

    • Creare un’ Alleanza Terapeutica: il medico curante diventa un punto di riferimento, facendo da collante tra i vari specialisti e offrendo supporto sia ai caregiver che ai familiari, senza dimenticare il paziente.
    • Potenziamento dell’Ascolto Attivo: aiuta chi ascolta a superare pregiudizi, permettendo di esprimere e condividere la sofferenza del malato con il personale curante e la famiglia.
    • Stimolare le capacità cognitive: anche residue, attraverso attività che offrono sostegno agli anziani in diverse fasi della malattia. Questo approccio fornisce sollievo ai caregiver e rappresenta un’opportunità formativa per le figure curanti.
    • Mantenere il legame con il passato: per i familiari, la reminiscenza è un modo efficace per restare in contatto con la storia condivisa con la persona accudita.
    • Creare un ambiente sereno e rassicurante: valorizzare le esperienze positive aiuta sia il malato che il curante ad affrontare le difficoltà quotidiane. Le persone con demenza sono molto sensibili all’atmosfera che le circonda, per questo è essenziale farle sentire al sicuro e proporre attività che non vengano percepite come prove da superare.

    Metodologia

    Ricerca del Contesto Adeguato per il Progetto

    Per realizzare un progetto di Biografie Pedagogiche, è fondamentale scegliere il contesto più adatto. Le principali opzioni includono:

    • Centro Diurno Terapeutico;
    • Casa di Riposo con degenza;
    • Paziente che vive in famiglia.

    Scelta del Soggetto Narrante

    • Nelle strutture di cura, la selezione della persona da coinvolgere avviene con il supporto dei caregiver, che conoscono meglio le condizioni e le esigenze degli anziani.
    • Nel contesto familiare, se il progetto viene avviato privatamente, è essenziale un accordo preliminare con la persona interessata (se ancora in grado di comunicare e provare emozioni) e/o con la sua famiglia.

    Linee Guida sono:

    Biografie Pedagogiche Valorizzazione delle Memorie Familiari 2
    Ricordi dell’Africa 2020
    • Verità narrativa: la biografia non ricerca la verità storica o l’oggettività, ma la verità narrativa. I ricordi si trasformano nel tempo, circolando tra le persone e arricchendosi di emozioni. Questo processo non ha il gusto dell’esagerazione, ma un modo naturale della mente per dare colore e intensità ai fatti vissuti.
    • Relazione empatica: durante l’ascolto e la scrittura, si crea una sintonia tra narratore/narratrice e biografo/a. Anche la confusione, i silenzi e la frustrazione diventano parte del racconto, dando profondità alla narrazione.
    • Utilizzo del registratore: Il registratore aiuta il/la biografo/a a correggere imperfezioni, individuare eventuali pregiudizi e migliorare la comunicazione. Nei gruppi di reminiscenza, è utile per analizzare le dinamiche e affinare la conduzione dell’operatore.
    • Back-talk: ogni incontro inizia con un momento di back-talk, dove emergono nuove emozioni e si coinvolgono altri membri della famiglia. Questo arricchisce la narrazione, aggiungendo profondità ai ricordi.
    • Contesto storico e culturale: la biografia riflette il legame tra la persona e il suo contesto storico e geografico. Il biografo/a integra eventi storici per dare maggiore spessore alla narrazione.
    • Suddivisione in capitoli: ogni biografia è suddivisa in capitoli che scandiscono i momenti chiave della vita. Il titolo diventa un elemento poetico che racchiude il senso della storia e viene condiviso con il narratore.
    • Valorizzazione dei ricordi: le fotografie aiutano a seguire il flusso emotivo, offrendo pause nei momenti più intensi. I ricordi non devono restare dimenticati, ma riportati alla luce, dando loro nuovo significato e trasmettendoli alle generazioni future.

    Tempistica: Le Biografie Pedagogiche

    Come si Svolgono i Colloqui per le Biografie Pedagogiche Individuali

    Il percorso biografico pedagogico si articola in più incontri individuali con il/la paziente. La struttura degli incontri è la seguente:

    • Conoscenza reciproca e presentazione del progetto
    • Creare un clima di fiducia e sicurezza per incoraggiare la partecipazione del paziente
    • Durata: 1.5 – 2 ore
    • Discussione dei primi ricordi, esperienze infantili, famiglia d’origine
    • Ridurre l’ansia e suscitare entusiasmo per il progetto
    • Durata: 1.5 – 2 ore
    • Esplorazione delle esperienze giovanili, scuola, amici, primi amori
    • Introdurre il valore dell’ascolto attivo e il disagio creato dalla disattenzione
    • Durata: 1.5 – 2 ore
    • Racconti del matrimonio, carriera, figli e vita familiare.
    • Sperimentare la frustrazione provocata da una comunicazione incompleta e riflettere sugli sforzi necessari per capire una persona affetta da demenza.
    • Durata: 1.5 – 2 ore.
    • Racconti del matrimonio, carriera, figli e vita familiare
    • Sperimentare la frustrazione provocata da una comunicazione incompleta e riflettere sugli sforzi necessari per capire una persona affetta da demenza
    • Durata: 1.5 – 2 ore
    • Esperienze della vita adulta matura, pensionamento, riflessioni sulla vita
    • Riflettere sulla necessità di comprendere cosa la persona sta cercando di comunicare
    • Durata: 1.5 – 2 ore
    • Condivisione dei ricordi raccolti con il paziente e i familiari
    • Discussione e revisione del materiale raccolto, saluti conclusivi
    • Durata: 1.5 – 2 ore
    • Costruzione di una mappa concettuale basata su un concetto emerso durante gli incontri, significandolo e valorizzandolo con la raccolta di ricordi spontanei
    • Durata: 1.5 – 2 ore

    Durante gli incontri, la biografia prende forma in un quaderno ad anelli, in modo che sia possibile aggiungere nuovi ricordi nel tempo. Inoltre, le foto scannerizzate e il testo vengono consegnati anche su supporto digitale, così che la/il narratrice/narratore e la sua famiglia possano conservarli e condividerli facilmente.

    Conclusione

    Ogni storia è unica e merita di essere raccontata. Per questo motivo, il mio obiettivo è trasformare i ricordi in un patrimonio familiare prezioso, contribuendo così a rafforzare i legami tra generazioni.

    Se anche tu desideri scrivere la tua autobiografia o la biografia di una persona cara, sarò felice di guidarti in questo viaggio. Grazie alle Biografie Pedagogiche, potrai dare voce alla tua storia in modo autentico e significativo.

    Visita esperienzanarrata per scoprire di più e contattami per una consulenza personalizzata. Insieme, possiamo trasformare i tuoi ricordi in qualcosa di duraturo e speciale.

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